Tutti gli articoli di Pietro Montanari

I numeri delle Fiere italiane nel 2018

Come stanno le fiere italiane? Molto bene pare: lo dicono i numeri statistici più recenti e lo confermano i principali protagonisti del comparto.

Migliora il giro d’affari legato al mercato fieristico italiano e, soprattutto, migliorano i margini del fatturato di questo importante comparto del Mice italiano, a conferma che il trend di ripartenza, e quindi di crescita, del turismo d’affari nella Penisola continua a essere reale.

Partiamo dai “freddi” numeri e in particolare da quelli recentemente rilasciati da AEFI (Associazione Esposizioni e Fiere Italiani) nella sua periodica rilevazione sulle tendenze del comparto condotta dall’Osservatorio Congiunturale AEFI sul settore fieristico. L’indagine, relativa al trimestre ottobre dicembre 2018, che ha coinvolto 26 poli fieristici italiani associati ad AEFI, mostra come una parte di questa crescita sia dovuta anche agli operatori esteri che sempre di più scelgono l’Italia come destinazione fieristica.

La rilevazione sulle tendenze del settore, inoltre, sembra confermare il trend positivo anche per i prossimi mesi. Spiegano gli esperti di AEFI «l’analisi dei saldi positivi e negativi ricavati dalle risposte dei quartieri fieristici interpellati attesta una crescita riguardo a tutti gli indicatori presi in esame. Il saldo complessivo, pari al +15%, è leggermente in crescita rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente, sostanzialmente invariato, a dimostrazione che il trend positivo non cede. Riprende a crescere anche il numero di manifestazioni: il 34,60% dei quartieri coinvolti nell’indagine ha ospitato più rassegne, mentre il 46,18% ha comunque registrato stazionarietà evidenziando nuovamente la tenuta del sistema. In significativa crescita il numero degli espositori: la metà (49,98%) dei 26 associati che hanno partecipato all’indagine ha infatti segnato un aumento, mentre il 19,22% è la componente di coloro che hanno registrato una contrazione. Il saldo del +31% – risultato della differenza tra coloro che prevedono un aumento e coloro che prevedono una diminuzione – indica una performance decisamente positiva, in miglioramento rispetto a fine 2017 (+12%). Dall’analisi della provenienza degli espositori, emergono gli italiani e gli europei, entrambi con un saldo del +27%, rispetto alla crescita meno dinamica degli stranieri extra UE che fanno registrare un saldo del +8%. Come conseguenza dell’aumento del numero di manifestazioni e degli espositori, cresce anche la superficie occupata: il 50,02% degli associati partecipanti all’indagine registra un incremento. Il saldo, pari al +19%, è nettamente positivo, anche se meno brillante rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+31%). Il maggiore contributo alla superficie complessiva occupata proviene dagli espositori italiani ed europei, in egual misura, con un saldo del +23%, mentre le aree occupate dagli espositori stranieri extra UE registrano un saldo del +12%»

Fonte dati: https://www.mastermeeting.it/

Manaly @ VicenzaOro January 2019

Il primo appuntamento dell’anno in materia di eccellenza orafa e gioielliera internazionale, si svolge proprio nella nostra amata città, Vicenza.
Il tema centrale della kermesse, scelto dagli organizzatori di IEG per VicenzaOro January, è quello della “creatività sostenibile“, declinata in ogni sua forma nel corso degli appuntamenti.

Per l’edizione di Gennaio ‘19, Manaly StandEventi ha realizzato ed allestito diversi stand per importanti brand del settore come Luísa Rosas Fine Jewellery, azienda portoghese specializzata nella realizzazione di gioielli ispirati alla natura; MariaSole Gioielli, azienda italiana che disegna e produce accessori dalle forme originali; le italianissime Stanoppi Gioielli e Nicol Preziosi, l’azienda di spedizioni a livello globale di gioielleria e beni di lusso Ferrari Spa; ed infine Melior Trade, azienda unica nel suo genere, che si occupa di compravendita di orologi di lusso di “secondo polso”.

Inoltre, abbiamo avuto il piacere di collaborare alla realizzazione di 3 eventi collegati a VicenzaOro January:

  • Evento ViOff @ Basilica Palladiana (Venerdì 18.01.2019)
  • Evento Progold Spa @ Villa Bonin (Domenica 20.01.2019)
  • Evento Sisma Spa @ CUOA Business School (Lunedì 21.01.2019)


VicenzaOro rappresenta il più grande Salone europeo dedicato all’Oreficeria e alla Gioielleria, è un vero e proprio Business Hub per il settore, capace di promuovere l’incontro tra gli attori più autorevoli del mondo orafo e gioielliero. Accesso principale per i mercati europei, di area russa e del Medio Oriente, è luogo di eccellenza per sviluppare affari e consolidare le relazioni e si posiziona come osservatorio privilegiato per conoscere le ultime tendenze in fatto di stili e design nel mercato orafo gioielliero.

Visita il sito www.vicenzaoro.com/it/january

Manaly @ MAPIC Cannes 2018

Fondata nel 1995, MAPIC è la più importante manifestazione internazionale dedicata all’immobiliare commerciale che si svolgerà dal 14 al 16 Novembre 2018 al Palais des Festivals di Cannes.

Per l’edizione 2018, Manaly StandEventi avrà il piacere di realizzare ed allestire lo stand per un importante brand del settore, che offre servizi completi per strutture commerciali e ad alta affluenza di pubblico.

MAPIC è da sempre promotore dell’innovazione del retail, riunisce investitori, sviluppatori, retailer e specialisti del settore, per comprendere, abbracciare e favorire il mercato immobiliare dedicato alle strutture commerciali.

L’edizione di quest’anno si focalizzerà sul tema dei negozi fisici nell’era digitale, coinvolgendo molti “pure-player” tra le centinaia di oratori annunciati.

Verranno presentati 55 progetti di implementazione commerciale in 18 diversi Paesi, buona parte delle numerose conferenze organizzate saranno dedicate all’evoluzione del ruolo del commercio e alla crescita delle vendite online.

Inoltre si affronteranno temi quali la trasformazione del retail, il ruolo dell’intelligenza artificiale nel retail, e la dinamizzazione dei punti vendita. Infine, anche quest’anno la rappresentativa degli shopping center sarà particolarmente robusta per quanto riguarda l’Asia e, in particolare, le nazioni arabe, oggi all’avanguardia nella realizzazione di mall di grandi o, addirittura, enormi dimensioni.

Visita il sito http://www.mapic.com/

Analisi dei risultati e dei dati raccolti

A conclusione di ogni manifestazione fieristica, l’azienda deve procedere ad un’analisi dei dati raccolti per giudicare l’andamento della manifestazione e valutare l’investimento affrontato per parteciparvi.

Per fare ciò l’azienda deve seguire accuratamente tre diverse fasi:

  • Raccolta dei dati
  • Analisi dei dati raccolti
  • Esposizione dei giudizi emersi

Per procedere all’analisi, l’azienda deve dotarsi di tutte le informazioni raccolte durante l’evento fieristico quali:

  • Documenti relativi ai colloqui avuti con i nuovi contatti acquisiti;
  • Dati statistici dei visitatori della fiera e quelli dei visitatori dello stand;
  • Relazione finale dell’ente fiera;
  • Rassegna stampa degli articoli e delle notizie riguardanti la manifestazione;
  • Parere della squadra all’interno del proprio stand.

 

ANALISI QUANTITATIVA – analisi della partecipazione alla fiera, analizzando:

  • Il numero di contatti avuti per giorno
  • I contatti in base alla provenienza geografica;
  • I diversi contatti avuti per settore di mercato;
  • I contatti avuti per numero complessivo di visitatori per settore.

ANALISI QUALITATIVA – altra analisi che deve essere eseguita, osservando:

  • Il tipo di cliente (vecchi/nuovi clienti, interessati, fornitori, concorrenti, stampa, richieste di lavoro)
  • Le tematiche di interesse;
  • Le critiche ed i suggerimenti sull’allestimento dello stand;
  • Le impressioni positive e negative comunicate dai visitatori;
  • Le opinioni dei collaboratori.

VALUTAZIONE ECONOMICA

E’ importante che l’azienda tracci un rapporto tra i costi sostenuti ed i contatti attivati durante la manifestazione. Il costo per ogni contatto generico si ottiene facendo un rapporto tra l’investimento affrontato ed il numero di visite ricevute allo stand. Può essere ancora più significativo come dati quelli relativi a nuovi contatti. La valutazione economica permette anche di individuare eventuali fattori da sviluppare e migliorare per altre partecipazioni future.

Infine l’azienda procede alle stesura di una “relazione di bilancio” sulla partecipazione riportando le caratteristiche dell’evento al quale ha preso parte e le valutazioni emerse. E’ fondamentale capire se la fiera nella quale ha esposto è quella più adatta ai suoi obiettivi ed ai mercati ai quali vuole rivolgersi: la fiera stessa è sia un potente mezzo di marketing, ma utilizzato nel modo sbagliato è solo un grande spreco di risorse. I risultati che emergeranno, permetteranno all’azienda di apprendere le tendenze del settore, sviluppare nuove idee e prendere spunti per importanti decisioni strategiche.

Preparazione della presenza in Fiera

Oggi la partecipazione alle fiere resta uno dei pilastri della comunicazione di marketing.

Nella definizione della tipologia di partecipazione una azienda deve tenere in considerazione la finalità che intende raggiungere con la partecipazione:

  • PRESENTAZIONE DI PRODOTTO: gli obiettivi principali sono mettere in luce le caratteristiche e le qualità del prodotto, e realizzare un’efficace promozione dello stesso, o lanciare le novità in fiera;
  • PRESENTAZIONE DI IMMAGINE: l’obiettivo è rafforzare l’immagine del marchio;
  • PRESENTAZIONE DI SERVIZIO: è rivolta principalmente ad aziende che vogliono promuovere soluzioni, consulenze e attività offerte.

Nella definizione della struttura dello stand, una azienda deve tenere in considerazione le seguenti tipologie di stand/allestimento:

  • STAND APERTO: non ha barriere di separazione ed è piuttosto ampio;
  • STAND CHIUSO: con pareti piene su tutti i lati salvo l’ingresso, con reception per selezionare e registrare i visitatori.
  • STAND PRE-ALLESTITO: offrono costi contenuti, messi a disposizione dall’organizzatore della fiera e utilizzati soprattutto dalle piccole aziende. Hanno lo svantaggio di non poter sottolineare la corporate identity dell’azienda.
  • STAND PERSONALIZZATO: utilizzato soprattutto da grandi aziende e leader di settore che vogliono consolidare e comunicare il proprio marchio e la corporate identity. L’obiettivo è catturare l’attenzione del visitatore, trasmettendo il messaggio dell’azienda in maniera.

La scelta della struttura dello stand, andrà ad impattare sull’esito finale della partecipazione:

Sicuramente una azienda che vuole rafforzare la propria immagine/brand non utilizzerà uno stand preallestito, come chi vuole presentare i propri prodotti ad un numero elevato di visitatori non utilizzerà uno stand chiuso con barriere all’accesso. Per lo stesso motivo una azienda che presenta servizi dovrà prevedere un’area dello stand più riservata dove ricevere i clienti per un tempo più lungo.

Lo stand dove essere arredato e corredato adeguatamente. Il personale ci lavorerà per alcuni giorni, e in certi momenti può essere affollato. Gli arredi devono consentire al personale ed ai visitatori di muoversi agevolmente, di sedersi e parlare anche in forma riservata. Può essere dotato di attrezzature per ufficio.

La presenza in fiera, prevede la partecipazione di personale interno all’azienda: tecnici, commerciali, forza vendita. E’ necessario quindi pianificare la presenza del personale in fiera per garantire una buona copertura delle attività aziendali.

Infine è bene ricordate che nello stand la comunicazione è affidata non solo al personale addetto, ma anche a specifici strumenti da preparare in anticipo e con cura, come:

  • POSTER E CARTELLI – illustrano già a prima vista l’azienda o i prodotti
  • PIEGHEVOLI E STAMPATI VARI;
  • CATALOGO E LISTINI;
  • VIDEO E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI;
  • ARTICOLI PROMOZIONALI.

Individuare e scegliere la giusta fiera

Oggi la partecipazione alle fiere resta uno dei pilastri della comunicazione di marketing.

La pianificazione strategica di una fiera, oggi risulta il punto chiave, per ottimizzare il rapporto costo/benefici per gli espositori e ridurre il costo di contatto, cercando di migliorare il Roi (return on investment) della manifestazione fieristica.

Individuare e scegliere la giusta fiera al giorno d’oggi è certamente il primo e fondamentale step da fare, cercando di scegliere l’evento più consono alla strategia aziendale, in modo da evitare errori di penetrazione nei vari mercati e sostenere enormi costi difficilmente da recuperare.

Si deciderà a quale fiera partecipare, verificando alcune valenze della manifestazione:

  • IMPORTANZA – considerazione che gli addetti ai lavori hanno della manifestazione fieristica, dimensioni della fiera e notorietà che raggiunge sui mezzi di comunicazione.
  • AREA DI INFLUENZA – fiere locali, regionali, nazionali o internazionali; provenienza di espositori e visitatori, mercato più favorevole per un determinato prodotto.
  • EFFICACIA – idoneità della fiera per il raggiungimento degli scopi. Dipende da: periodo dell’anno in cui si svolge, qualità e quantità dei visitatori delle edizioni precedenti e da quanti parteciperanno.

ANALISI QUANTITATIVA E QUALITATIVA DEI VISITATORI

Di fondamentale importanza è il tipo ti fiera a cui si partecipa: B2B, B2C o Ibrida.

  • B2B – componente quantitativa bassa qualitativa alta;
  • B2C – componente quantitativa elevata a discapito di quella qualitativa;
  • Ibrida – elevato livello qualitativo per il primo periodo, per poi avere un innalzamento del livello quantitativo.

GENERALE

  • Economiche – in base al budget disponibile (prezzi m/q, stand, personale, …);
  • Concorrenza e presenza dei leader di settore e loro partecipazione alle precedenti edizioni, presenza di prodotti innovativi (più competitivi). Può essere utile per un confronto con i propri prodotti, per conoscere le novità e valutarne l’attualità in base alle preferenze dei visitatori.

Alle fiere non si va a cercare un cliente generico; se è indispensabile entrare in contatto con agenti, si dovrà impostare una comunicazione e una scelta di fiere coerenti con questo percorso; mentre, se ci si dovrà relazionare con utenti finali, allora si dovrà impostare tutto diversamente.

Questa considerazione spingerà quindi a scegliere la fiera che, per dimensione o per caratterizzazione, è più idonea al progetto di internazionalizzazione. Per ipotesi si può scegliere una fiera internazionale di grandi dimensioni oppure, in alcuni casi, può essere utile una manifestazione di natura secondaria ma che permetterà di contattare il livello di interlocutori più idoneo agli obiettivi di crescita dell’azienda.

Le Fiere come strumento di comunicazione e promozione

La Fiera è uno strumento commerciale e di marketing di fondamentale importanza per le imprese di molti settori produttivi e come tale la sua pianificazione riveste un ruolo importante anche ai fini del budget aziendale. L’aumento costante della concorrenza ed un mercato sempre più saturo di prodotti fanno sì che una partecipazione spesso “improvvisata”, priva di una pianificazione adeguata e di una preparazione ad hoc porti a risultati molto al di sotto delle potenzialità del prodotto o del servizio.

La gestione della relazione con la clientela è la ragione primaria per la partecipazione a fiere per quelle aziende con una posizione ormai consolidata all’interno del proprio mercato, per cui la fiera diventa occasione di incontro, apprezzata dal cliente, in quanto almeno in quel momento ha la possibilità di dialogare con i rappresentanti dell’azienda (la struttura commerciale e in molti casi anche il titolare), per discutere di questioni importanti e risolvere problemi che non vengono affrontati con la rete di vendita.

Anche le più recenti ricerche confermano come la fiera sia lo strumento di marketing e comunicazione principale per le imprese. Limitando il campo a questo comparto di aziende, e in particolare a quante hanno nel B2B il proprio mercato di sbocco, non sono molti gli strumenti di comunicazione disponibili: la pubblicità nelle riviste specializzate, la diffusione di newsletter, la comunicazione a clienti attuali e potenziali attraverso la forza vendita e, ovviamente, le fiere.

Fiere che hanno, nel tempo, conservato e in molti casi aumentato la propria rilevanza. Questo sia in considerazione dell’evoluzione dell’offerta, sia in relazione all’incidenza della manifestazione fieristica nel processo d’acquisto del visitatore/compratore.

Una breve analisi dell’offerta porta ad evidenziare alcuni fatti:

  • Un aumento consistente delle manifestazioni a carattere internazionale, che nel corso del tempo si sono via via specializzate sia per settori merceologici, sia rispetto ai diversi stati della produzione. Questo ha modificato gli obiettivi della fiera da una promozione generica dell’offerta trasformandola in occasione di comunicazione mirata al target di riferimento;
  • Dal tradizionale orientamento all’espositore, si è assistito ad una evoluzione verso un orientamento al visitatore: la specializzazione è uno di questi fatti, insieme a raggi di attrazione diversi in funzione del tipo di prodotto e di mercato. Per mercati B2B fortemente internazionalizzati esiste un numero limitato di manifestazioni a livello internazionale dove si incontra tutta l’offerta con tutta la domanda per quello specifico prodotto;
  • Una crescente internazionalizzazione delle fiere, che sempre più sono centrali per la promozione dell’offerta dell’azienda sui mercati esteri. A tal fine citiamo un dato significativo: nel 2000 le manifestazioni fieristiche dei principali paesi Europei hanno evidenziato una presenza media di circa il 40% di espositori provenienti da altri paesi, dato che in alcuni settori raggiunge anche il 60-70%. Dall’altro lato, circa un quarto dei visitatori proviene da mercati esteri, evidenziando anche questo dato una costante crescita. Per fare un esempio italiano, l’ultimo Salone del mobile tenutosi a Milano ha avuto oltre il 50% di visitatori internazionali, a fronte di circa un quinto di espositori esteri;
  • Uno sviluppo delle fiere in mercati geografici tradizionalmente non coperti. Le fiere fanno parte della cultura mercantile europea, e infatti un numero rilevante di settori ha nell’Europa l’evento fieristico principale a livello mondiale. A vantaggio degli espositori, va evidenziato come molto spesso gli eventi sui nuovi mercati – si pensi in particolare alla Russia – sono organizzati dagli stessi enti fiera che gestiscono le manifestazioni tradizionali in Europa.

Cos’è una newsletter e perché il tuo business ne ha bisogno.

Fai decollare la tua attività con l’Email marketing.

Conviene ancora investire sul canale email marketing quando esistono forme di comunicazione digitale più innovative come la native e la video advertising? La risposta è indubbiamente sì, anzi, il mercato dei messaggi inviati tramite la posta elettronica (newsletter, DEM, avvisi transazionali) è più vivo e competitivo che mai!
L’email marketing non è morto, ma si è evoluto insieme alle altre forme di comunicazione dopo l’avvento del digitale, che ha profondamente modificato le nostre abitudini mediatiche.

Se ti stai chiedendo se il tuo business ha bisogno del canale direct email marketing, basta fare una rapida ricerca su SEMrush per la parola chiave “newsletter” per scoprire quanto sia alto l’interesse in questo ambito. Su Google.it, la media delle ricerche nell’ultimo anno è pari a 8.100 con un trend costante nel tempo, solo febbraio risente di un calo rispetto agli altri mesi. Mentre i risultati organici sono 1.440.000.000 con un tasso di difficoltà di posizionamento della parola di 84 su 100.

La newsletter è ancora oggi uno dei canali preferiti dai marketers di tutto il mondo (lo ha affermato il 59% degli intervistati appartenenti al settore B2B, nell’ambito di una indagine condotta da HubSpot), ed è anche uno tra i più economici. I benefici sono innumerevoli, tra cui:

  • La possibilità di ottenere accessi costanti al tuo sito,
  • Comunicare la presenza di nuovi contenuti o il lancio di un nuovo prodotto,
  • Trattandosi di un tuo strumento sul quale puoi avere controllo totale, non dovrai sottostare a eventuali e improvvisi cambiamenti dettati da entità terze (come invece può accadere in ambito di social media marketing),
  • L’invio programmato dei messaggi tiene vivo nella mente delle persone iscritte alla tua lista il tuo marchio o il tuo prodotto e ti dà la possibilità di costruire un rapporto stretto con l’utente, che riceverà direttamente al proprio indirizzo di posta elettronica contenuti affini ai suoi interessi. Sarà questa interazione continuativa con l’utente che potrà indurlo a compiere una conversione sul tuo sito o blog.
  • Report dettagliati sulle aperture e sui clic effettuati sul contenuto dei tuoi messaggi, che possono fornirti indicazioni e spunti interessanti per migliorare ogni giorno il tuo servizio.

Fare Content marketing con la Newsletter

Inviare esclusivamente messaggi commerciali oppure newsletter che rimandano agli ultimi post pubblicati sul sito, non solo è un’occasione mancata di dialogo con il proprio interlocutore, ma può anche essere motivo di cancellazioni, correndo quindi il rischio di vedere in breve tempo ridursi la propria lista di iscritti faticosamente guadagnati.

Scrivere una newsletter che incontri il consenso dei lettori può rivelarsi difficile in quanto, essendo strumento di marketing e di comunicazione diretta, presenta un mix di differenti elementi che vanno tenuti in considerazione.

Come prima cosa dovresti quindi conoscere bene il tuo pubblico di riferimento. Oltre alle informazioni socio-demografiche quali età, sesso, regione di provenienza, dovresti reperire i dati relativi agli interessi, le aspirazioni, i luoghi – anche digitali – che gli iscritti alla tua lista amano frequentare. I contenuti dovrebbero dare risposte a problemi concreti, essere accattivanti e, in generale, portare vantaggi per il lettore. Se sei convito di avviare il canale email marketing nella tua attività, tieni sempre presente che cos’è, o dovrebbe essere, una newsletter e quale funzione può svolgere nella tua relazione con la tua lista di contatti. Valuta poi attentamente la piattaforma da impiegare per la creazione e l’invio dei messaggi, perché dovrà fornire alcuni requisiti minimi per il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Accertati di affidare la realizzazione dei contenuti e la gestione del piano editoriale a professionisti in ambito di business writing e content marketing, perché fornire materiali esclusivi, dedicati alla tua lista, ti aiuterà a diventare un punto di riferimento per i tuoi lettori che non vedranno l’ora di ricevere e condividere le tue newsletter!

Lean innovation: l’innovazione di prodotto.

L’eccellenza nella produzione non è più sufficiente: è la capacità e la velocità di reazione nell’innovazione di prodotti e servizi che permette di vincere la sfida con i competitors di tutto il mondo.

E’ stato ampiamente dimostrato come il Lean Thinking abbia portato alle aziende che lo hanno implementato, radicali miglioramenti nella produttività, nei costi e nella qualità.

Ma cos’è la Lean Innovation ?

E’ il percorso organizzativo (basato sul Lean Thinking) e tecnologico per rendere più produttiva la propria azienda, massimizzando il valore per il cliente attraverso riorganizzazione e innovazione di processo.

Un’organizzazione snella (Lean Organization) concentra i suoi processi chiave attraverso un filo rosso: la creazione di valore.

Il pensiero snello (Lean Thinking) e la Lean Innovation creano processi che richiedono:

  • meno sforzo umano
  • meno spazio
  • meno risorse finanziarie
  • meno tempo per realizzare prodotti e servizi

Le aziende, grazie alla Lean Innovation, sono in grado di rispondere ai desideri del cliente con elevata varietà, alta qualità, basso costo e con tempi di esecuzione molto veloci.

Inoltre, la gestione delle informazioni diventa molto più semplice e più accurata.

Per assecondare la sempre più accentuata richiesta di varianti senza appesantire o rallentare i processi produttivi, è molto importante ricorrere alla progettazione modulare e alla riduzione della varietà dei componenti.

In termini generali la modularità è la caratteristica di un sistema che lo rende scomponibile in alcune parti (moduli) che possono essere combinate tra loro e/o con altre parti originarie di altri sistemi, che però possono portare a nuove configurazioni.

Progettare prodotti modulari e ricercare gli sprechi da “varianti inutili” dovute a componenti con caratteristiche diverse ma che potrebbero essere standardizzate senza influenzare le performance o l’estetica del prodotto finale, è una necessità strategica in un contesto di mercato come quello attuale dove la personalizzazione dei prodotti sta diventando sempre più ricercata ed esasperata.

La modularità consente di offrire prodotti personalizzati mantenendo efficienza e rapidità di consegna e permette di perseguire contemporaneamente le varianti richieste dal cliente e la standardizzazione dei componenti.

VicenzaOro January: sold out l’edizione 2018, con 1.500 brand

Vicenza si prepara ad ospitare la manifestazione internazionale di riferimento per il settore orafo e gioielliero, in programma nel quartiere espositivo vicentino dal 19 al 24 Gennaio 2018.

VICENZAORO January, è un appuntamento che si tiene in un periodo privilegiato all’inizio del calendario fieristico internazionale, e che permette ai visitatori di scoprire tutte le nuove collezioni e i trend del gioiello. VICENZAORO January è un laboratorio d’idee per gli operatori di ogni parte del mondo, una piattaforma per stringere contatti e una preziosa fonte di informazione e ispirazione per la ricerca nel design e nelle attività di marketing e comunicazione.

Durante i 5 giorni di Manifestazione saranno moltissimi i convegni, i workshop e i digital talks su tematiche di tutto il comparto orafo/gioielliero. Oltre a valorizzare le eccellenze italiane e internazionali e promuovere le attività di business, VICENZAORO January è anche un’occasione per scoprire le bellezza e i gusti della città del Palladio.

Grazie a un’iniziativa speciale in collaborazione con Confcommercio Vicenza infatti, una selezione di ristoranti, wine bar, café ed esercizi commerciali della città proporranno menu dedicati, percorsi di degustazione di prodotti locali e trattamenti speciali in negozio per tutti i visitatori ed espositori.

Di seguito alcuni dati sulla Manifestazione:

  • 25.000+ metri quadri di spazi allestiti
  • 30.000+ visitatori previsti
  • 30% visitatori esteri previsti
  • 1500+ espositori
  • 6 differenti distretti tematici per facilitare l’incontro tra buyer ed espositori

 

Fonte: VICENZAORO – https://www.vicenzaoro.com/it/

Il Calendario Fieristico Nazionale 2018

209 MANIFESTAZIONI INTERNAZIONALI, UN ASSET STRATEGICO PER LO SVILUPPO DEL PAESE

La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha pubblicato il Calendario Fieristico Nazionale 2018 che contiene i dati principali delle fiere a carattere internazionale e delle manifestazioni fieristiche di livello nazionale, con l’indicazione di quelle che sono state certificate da istituti e società di certificazione riconosciuti da Accredia, tra cui ISFCert.
Il Calendario Fieristico Nazionale è uno strumento molto utile che permette alle aziende di pianificare la propria presenza e consente ai potenziali visitatori una panoramica, settore per settore, degli eventi nazionali e internazionali che si svolgono nel nostro Paese.

Da un’analisi dell’elenco delle manifestazioni aggiornato al 27 settembre 2017, si evidenzia che per il prossimo anno ne sono previste 209 internazionali e 210 nazionali.
Le 209 fiere internazionali sono concentrate principalmente nei settori tessile-abbigliamento-moda, sport-hobby-intrattenimento-arte, gioielli-orologi-accessori e food-bevande-ospitalità.
Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Campania e Toscana sono invece le regioni in cui le rassegne internazionali sono maggiormente localizzate.

AEFI con i suoi 35 quartieri fieristici, nei quali nel 2018 si svolgerà il 96% delle manifestazioni fieristiche internazionali e l’85% del totale delle manifestazioni fieristiche che hanno luogo annualmente in Italia, evidenzia ancora una volta il ruolo fondamentale delle Fiere per l’economia del nostro Paese: sostengono le imprese nel loro processo di crescita e nello sviluppo sui mercati internazionali.
Proprio per il loro valore, e per mantenere la competitività, le fiere dovrebbero essere supportate dalle Istituzioni anche attraverso una serie di chiarimenti e interventi volti ad alleggerire il peso di alcuni tributi sui bilanci.

Confrontando l’andamento delle manifestazioni italiane internazionali in programma per il 2018 con quelle che si sono svolte nel 2016 – anno comparabile per la ciclicità della maggior parte degli eventi – si evidenzia un incremento del numero totale di fiere, 209 nel 2018 e 185 nel 2016.

Fonte: AEFI – Associazione Esposizioni e Fiere italiane

Horizon 2020 e lo strumento per le PMI

Horizon 2020 è il nuovo Programma del sistema di finanziamento integrato destinato alle attività di ricerca della Commissione europea, compito che spettava al VII Programma Quadro, al Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione (CIP) e all’Istituto Europeo per l’Innovazione e la Tecnologia (EIT). Il nuovo Programma sarà attivo dal 1° gennaio 2014 fino al 31 dicembre 2020, e supporterà l’UE nelle sfide globali fornendo a ricercatori e innovatori gli strumenti necessari alla realizzazione dei propri progetti e delle proprie idee. Il budget stanziato per Horizon 2020 (compreso il programma per la ricerca nucleare Euratom) è di 70.2 miliardi di € a prezzi costanti / 78,6 miliardi di € a prezzi correnti.

Lo strumento per le PMI è una nuova misura specifica espressamente dedicata alle piccole e medie imprese all’interno della cornice Horizon 2020. Il suo scopo è incoraggiare la partecipazione delle PMI al programma e valorizzare il loro potenziale innovativo, rendendo i meccanismi di finanziamento più semplici e rispondenti alle loro necessità. Tale strumento intende rivolgersi a tutte le piccole e medie imprese, orientate all’internazionalizzazione e in grado di sviluppare un progetto di eccellenza nel campo dell’innovazione, di dimensione europea e ad elevato impatto economico.

OBIETTIVO: collocare le PMI al centro del processo di innovazione, offrendo loro una finestra di finanziamento dedicata e la possibilità di gestire in modo autonomo la scelta dei partner, i meccanismi di subappalto, l’organizzazione del progetto e la sua sostenibilità finanziaria nel lungo periodo, secondo una logica bottom-up e business-oriented. Il modello al quale si ispira lo strumento è lo SBIR (Small Business Innovation Research), nato negli Stati Uniti per migliorare la competitività attraverso la promozione di piccole imprese ad alta tecnologia. Le giovani imprese high tech, pur contribuendo in maniera fondamentale alla crescita e all’occupazione, incontrano spesso difficoltà nel reperire i fondi necessari a finanziare le sperimentazioni. Riservare loro una quota dei finanziamenti destinati alla ricerca e all’innovazione può costituire uno strumento importante per risolvere questa criticità. Come nel modello SBIR, anche nel nuovo strumento è previsto che solo le PMI possano partecipare al bando di finanziamento e che il supporto avvenga in tre fasi, a copertura dell’intero ciclo di innovazione. L’impresa riceve un primo finanziamento per predisporre un’analisi di fattibilità tecnico-scientifica del progetto. Se il progetto dimostra di avere potenziale tecnologico e commerciale, l’impresa riceve un ulteriore finanziamento per svilupparlo fino alla fase di dimostrazione. Il sostegno alla fase di commercializzazione, finanziata con capitali privati, avviene invece indirettamente, tramite accesso agevolato agli strumenti finanziari e misure di gestione e sfruttamento dei diritti di proprietà intellettuale.